Ho una convinzione che spesso mi ha intralciato nel fare delle cose: credo che bisogna essere bravi, riuscire in qualcosa prima di raccontarlo agli altri.
Non è scelta semplice. E nemmeno sempre fattibile.
Questa volta ho deciso di fare diversamente. Sto iniziando a imparare/praticare a fare i miei propri investimenti e scriverò…in contemporanea. Cercherò di tenere ordine ai miei tanti pensieri scrivendo. Non aspetterò i successi per poterli raccontare o scrivere, ma condividerò le mie scelte, i miei dubbi, le mie riflessioni.
Informazione utile: sono cittadina italiana e vivo in Italia da 26 anni, ma non sono di madrelingua italiana – perdonate i miei errori di italiano.
Perchè parlare di finanza? Non sono una professionista di questo campo, anche se mi sono laureata in Economia. Mi sono avvicinata a questo “mondo” dopo aver letto il libro “Gli assiomi di Zurigo” di Max Gunther (purtroppo mi sa che non è stato pubblicato in italiano). Questo libro parla delle regole utilizzate dagli svizzeri per aumentare sempre di più gli utili e ridurre le perdite.
Il libro è scritto in una maniera molto semplice e mostra come c’entri tanto la fortuna e c’entrino poco le previsioni degli “esperti”. Liberi di pensare ogniuno alla sua maniera, questo libro ha svegliato in me la voglia di imparare, di provare in prima persona ad investire i miei soldi.
Premessa: non ho grandi capitali da investire. Ho € 5.000,00 destinati a questa…attività.
Perchè non affidare il mio capitale ad una banca?
Già fatto…per tanti anni. E il risultato non è stato positivo. Ho perso anche un’amicizia di 20 anni per questo motivo.
Quale motivo? Certo, parliamone, altrimenti come potrete capire le mie forti motivazioni verso “l’investimento fai-da-te”?
Accorciando la storia, l’ultimo ottobre, come credo migliaia di italiani, ho avuto paura che la banca che custodiva (ahimè custodisce ancora un pò) i nostri risparmi facesse crack. Ho cominciato a pensare a cosa fare e trovato un’altro impiego per i soldi, più al sicuro che in banca in un tale momento.
Bene, i soldi erano investiti in fondi index linked consigliati, circa 8 anni fa da una amica di famiglia, che lavora per una nota banca italiana. Allora ho solo firmato, non pensando mai a qualcosa di storto o sbagliato – una grande banca e un’amica di famiglia – quale miglior abbinamento?
Bene, dopo 5 anni, l’amica di famiglia mi suggerisce di cambiare prodotto, mi fa vedere velocemente dei grafici dicendo che anche il suo compagno (spesso utilizzato come esempio da seguire e che, ahimè, faceva effetto su di noi) aveva già cambiato. Dico di sì, facendo la solita domanda di sempre:”Se dovessi aver bisogno di questi soldi, posso riaverli?” La sua solita risposta:”Certo, perdi solo i bonus!”.
Ad ottobre vado da lei per chiedere il riscatto. Avevo 7 prodotti diversi. Uno piccolo (per fortuna!) che sapevo non essere riscattabile. Due minori che erano scaduti e potevo riscuoterli senza problemi. Due a scadenza da lì a 2 anni, senza possibilità di riscatto parziale e gli altri 2, i più nuovi, consigliati come detto nel paragrafo sopra, erano i più “polposi” e, guarda caso, lei mi aveva consigliato (ed io abboccato – avevo tanta fiducia in lei e nella nostra amicizia che le lasciavo le chiavi di casa quando partivo) di trasferire i soldi dei due scaduti verso questi due nuovi.
Dettaglio (che ho capito solo ad ottobre), questi nuovi prodotti erano stati proposti non perchè l’altro non rendesse più (esistevano sempre), ma perchè erano giunti a scadenza! E così ci ha proposto questi nuovi…a 10 anni, non più a 5! Bella l’amicizia…
Ad ottobre, facendo i conti con lei, qualcosa non mi tornava. Io ero sempre ferma all’informazione che per ritirare i soldi prima della scadenza, perdevo solo i bonus. E non era proprio così…
Ogni polizza (parlo di queste due, le scadute sono state riscattate) aveva un valore (controllato continuamente su Internet) di circa e 16.500,00. Togliendo i bonus rimanevano circa € 15.000,00 a ciascuna. Notavo che mentre parlavo, lei era nervosa, cambiava argomento in continuazione. Ho detto che volevo ritirare i soldi per saldare il mutuo della casa, per non dover stare lì a spiegarmi. Lei allora cominciò a parlare solo di mutui finchè ho dovuto dirle un pò aspramente che volevo prima chiudere questo discorso.
Bene, dei circa e 15.000,00 di ogni polizza, potevo togliere meno di € 9.000,00. Cioè, se consideriamo il totale, bonus incluso, erano € 16.500,00 – da ciò si capisce che il riscatto poteva essere solo del 54% del valore totale. E’ ben diverso da quello che mi aveva detto.
Mi direte: perchè non hai letto bene il contratto? Giusto. Ma ammetto che, tuttora, è abbastanza difficile da capire. Le banche utilizzano le persone sulle quali abbiamo fiducia per proporci questi prodotti che non avremo mai acquistati da soli. Sfido chi ha acquistato dagli amici, dai parenti…avete letto bene il contratto? O vi siete fidati dalla persona vicina che ve lo stava proponendo?
Lei cercava di dissuadermi, di cambiare argomento. E’ stata una cosa veramente spiacevole.
Gli altri due prodotti non prevedevano un riscatto parziale e le ho chiesto quanto perdevo riscattandoli. Me lo ha detto e cercò inutilmente di convincermi a prendere un prestito per quel valore per non perdere i bonus (???). Contrarre un prestito dando come garanzia quei prodotti che scadevano da lì a 2 anni – con l’ovvia aggiunta di interessi. Che senso avrebbe? Solo per lei, che avrebbe messo a segno un’altra operazione ad un cliente.
Non accettai. Lei fu molto seccata e dopo circa una settimana finalmente mi fece firmare i moduli del riscatto totale. Ogni prodotto valeva circa € 12.000,00 e io accettai di riscattarli a € 9.000,00 ciascuno. Lei utilizzando il computer davanti a me stampò i moduli e li firmai.
Riassunto: 2 prodotti giunti a scadenza riscattati completamente; 2 prodotti da € 16.500,00 ciascuno ca. il cui riscatto massimo era di € 9.000,00 per uno e € 8.700,00 per l’altro. 2 prodotti con riscatto totale, valore di ciascuno € 12.000,00 e riscatto di ca. € 9.000,00 per ogniuno.