Firmai le richieste di riscatto il 15 ottobre 2008. All’inizio di novembre ricevo una lettera della banca avvertendomi che dovuto agli straordinari avvenimenti in Borsa, gli investimenti avevano subito una drastica svalutazione, e mi consigliavano di non chiedere il riscatto.
La cosa mi sembrò strana e chiamai la banca. L’operatore mi lasciava spesso in attesa per “fare delle verifiche”. La cosa iniziò ad infastidirmi, visto che sono stata per più di mezz’ora al telefono per sentirmi dire che mi avrebbero riconttatato.
Passano 2 giorni e nessuno mi ha chiamato. Richiamo la banca. Solito giochino di attesa in linea. Inizio ad spazientirmi. Non è il solito comportamento e non si addice ad un call center di una banca.
L’operatore sembra non sappia a chi santo rivolgersi. Prima mi dice che ripasserà la collega della chiamata precedente, poi dice che lei non è più di turno (??). Abbreviando di molto il tempo perso al telefono, finalmente, dopo giorni mi dicono che da un prodotto potevo riscuotere € 9.000,00 e dell’altro poco meno. Non ho precisato nel post precedente che sono andata via dell’ufficio dell’”amica” chiedendole di riscattarmi circa € 12.000,00 di ogni polizza.
Come? E lei non mi ha detto niente?
Più tardi disse che “io non la volevo sentire”, che c’erano altre cose da considerare oltre i bonus ecc ecc ecc, insomma, eravamo ben lontani dalla sua solita risposta “puoi riscattare quando vuoi, perdi solo il bonus”.
Ero molto arrabbiata. Ero anche molto dispiaciuta, mi sentivo tradita da una persona che per me era di famiglia. Ma non era finita.
Da lì a qualche giorno mi manda un sms dicendomi che ero ancora in tempo per annullare il riscatto totale delle due polizze (quelle da € 12.000,00 per le quali avevo firmato accetando di ritirare € 9.000,00 ciascuna). Chiamai di nuovo la banca perchè c’era qualcosa di strano nell’aria.
L’operatore non sapeva dirmi niente. Non “vedeva” niente perchè i tempi erano lunghi. Anche se avevo firmato il 15 ottobre, le carte erano arrivate in sede solo il 31 ottobre… Alla fine chiesi di venir contattata dal superiore della mia ormai ex-amica.
Lui mi chiamò, visualizzò la situazione, contradicendosi parecchie volte. Prima non riusciva a visualizzare niente, dopo, riusciva a vedere un valore di € 4.800,00 ca…e non € 9.000,00!!! Ero inorridita. Lui disse allora che avrebbe cercato di bloccare il tutto, ma non prometteva niente.
Io ripetevo solo che avevo firmato un modulo della banca con la cifra di € 9.000,00 stampata sopra.
Non mi richiamò per parecchie ore e alla fine, quando ha risposto alla mia enesima chiamata, mi disse che non c’era più niente da fare. Che poteva solo dirmi che sarebbero stati qualcosa in più dei € 4.800,00, ma non certamente i € 9.000,00.
Sono quasi impazzita. Gridavo per strada al telefono, non riuscivo a credere a quello che sentivo. Mi disse allora che avevo fatto male a non ascoltare la mia “amica”, quando questa mi offrì il prestito invece della riscossione della polizza. Ho chiesto la copia del documento che avevo firmato (la amica era così amica che mi portava i moduli a casa e poi mi riconsegnava le copie). Mi disse di chiamare il call center.
Lo feci. Iniziai a parlare con l’operatore, spiegai tutto, dissi che non era possibile che potessero fare cose così e questo fu molto disponibile (perchè voleva capire bene la situazione). Mi disse che avrebbe inviato il fax a casa mia.
Bene, lo fece alle 9:35 della sera.
E’ normale una banca inviare un fax (e telefonare dopo) alle 9:35 di una sera di novembre? Secondo me no.
Lo stesso operatore disponibile del pomeriggio mi chiamò per certificarsi dell’arrivo del fax e parlò con aria tutt’altro che disponibile, ma da sfidante quando mi disse che avevo firmato “un documento con data del 23 agosto”, per quel motivo la cifra era quella. Ma eravamo a novembre.
Io ripetevo che la mia amica aveva scaricato il modulo via computer davanti a me. Ma lui era inflessibile: “Lei non può farci causa avendo firmato un documento con data di agosto”.
Andai su tutte le furie dall’amica. Lei disse che avremo risolto tutto, che c’era una soluzione.
La soluzione era attingere da un fondo che hanno loro per questi casi. Non annullare il riscatto. Lei disse che altrimenti se ne sarebbe andata lei dalla banca, perchè come potevano dire così dopo che lei aveva stampato il documento davanti al cliente, cioè, me?
Passano i giorni e vedo l’accredito sul mio conto del circa € 6.000,00 per ogni una delle polizze (per le quali avevo firmato il modulo di riscatto per € 9.000,00 ciascuna). L’”amica” disse che ci voleva qualche giorno per acceddere al fondo, e che mi avrebbe fatto avere la differenza. Prima a fine novembre, poi a inizio dicembre, poi a metà dicembre. In una delle mie telefonate fatte per sollecitarlo, mi disse che aveva fatto questo sforzo di chiedere di acceddere al fondo perchè ero io, che tutti i clienti che agiscono legalmente contro la banca ne escono perdenti.
A fine dicembre mi ha accreditato sul conto € 6.000,00 (€ 400,00 in meno del totale) provenienti dal conto del suo compagno.
Non ci siamo più sentite. Mi ha fatto molto male il suo modo di agire. E sono disgustata dalla banca. Purtroppo ho ancora la differenza di questi due prodotti che scadono nel 2016 (quelli consigliati da lei – altrimenti avrei potuto riscattare tutto senza problemi). O decido di riscuotere e perdere tanti altri soldi (e lasciarli a questa banca che non se li merita affatto).
Esiste un’altra esperienza parallella di mio marito: anni fa iniziò una polizza con un’altra banca. Anche in questo caso lettera per avvertire che il controvalore si era ridotto di molto. Risultato: dei € 24.000,00 versati in tanti anni, riscatto di € 13.600,00 con il commento dell’attuale direttore che lui non avrebbe mai consigliato un prodotto così a nessuno.
Bene, ecco perchè voglio fare da me. So che posso perdere, e non nascondo che questo mi spaventa. Ma almeno so i passi che faccio.