lamiafinanza

Situazione anomala per una banca

Infinanza da se, investimenti su aprile 16, 2009 a 9:20 pm

Firmai le richieste di riscatto il 15 ottobre 2008. All’inizio di novembre ricevo una lettera della banca avvertendomi che dovuto agli straordinari avvenimenti in Borsa, gli investimenti avevano subito una drastica svalutazione, e mi consigliavano di non chiedere il riscatto.

La cosa mi sembrò strana e chiamai la banca. L’operatore mi lasciava spesso in attesa per “fare delle verifiche”. La cosa iniziò ad infastidirmi, visto che sono stata per più di mezz’ora al telefono per sentirmi dire che mi avrebbero riconttatato.

Passano 2 giorni e nessuno mi ha chiamato. Richiamo la banca. Solito giochino di attesa in linea. Inizio ad spazientirmi. Non è il solito comportamento e non si addice ad un call center di una banca.

L’operatore sembra non sappia a chi santo rivolgersi. Prima mi dice che ripasserà la collega della chiamata precedente, poi dice che lei non è più di turno (??). Abbreviando di molto il tempo perso al telefono, finalmente, dopo giorni mi dicono che da un prodotto potevo riscuotere € 9.000,00 e dell’altro poco meno. Non ho precisato nel post precedente che sono andata via dell’ufficio dell’”amica” chiedendole di riscattarmi circa € 12.000,00 di ogni polizza.

Come? E lei non mi ha detto niente?

Più tardi disse che “io non la volevo sentire”, che c’erano altre cose da considerare oltre i bonus ecc ecc ecc, insomma, eravamo ben lontani dalla sua solita risposta “puoi riscattare quando vuoi, perdi solo il bonus”.

Ero molto arrabbiata. Ero anche molto dispiaciuta, mi sentivo tradita da una persona che per me era di famiglia. Ma non era finita.

Da lì a qualche giorno mi manda un sms dicendomi che ero ancora in tempo per annullare il riscatto totale delle due polizze (quelle da € 12.000,00 per le quali avevo firmato accetando di ritirare € 9.000,00 ciascuna). Chiamai di nuovo la banca perchè c’era qualcosa di strano nell’aria.

L’operatore non sapeva dirmi niente. Non “vedeva” niente perchè i tempi erano lunghi. Anche se avevo firmato il 15 ottobre, le carte erano arrivate in sede solo il 31 ottobre… Alla fine chiesi di venir contattata dal superiore della mia ormai ex-amica.

Lui mi chiamò, visualizzò la situazione, contradicendosi parecchie volte. Prima non riusciva a visualizzare niente, dopo, riusciva a vedere un valore di € 4.800,00 ca…e non € 9.000,00!!! Ero inorridita. Lui disse allora che avrebbe cercato di bloccare il tutto, ma non prometteva niente.

Io ripetevo solo che avevo firmato un modulo della banca con la cifra di € 9.000,00 stampata sopra.

Non mi richiamò per parecchie ore e alla fine, quando ha risposto alla mia enesima chiamata, mi disse che non c’era più niente da fare. Che poteva solo dirmi che sarebbero stati qualcosa in più dei € 4.800,00, ma non certamente i € 9.000,00.

Sono quasi impazzita. Gridavo per strada al telefono, non riuscivo a credere a quello che sentivo. Mi disse allora che avevo fatto male a non ascoltare la mia “amica”, quando questa mi offrì il prestito invece della riscossione della polizza. Ho chiesto la copia del documento che avevo firmato (la amica era così amica che mi portava i moduli a casa e poi mi riconsegnava le copie). Mi disse di chiamare il call center.

Lo feci. Iniziai a parlare con l’operatore, spiegai tutto, dissi che non era possibile che potessero fare cose così e questo fu molto disponibile (perchè voleva capire bene la situazione). Mi disse che avrebbe inviato il fax a casa mia.

Bene, lo fece alle 9:35 della sera.

E’ normale una banca inviare un fax (e telefonare dopo) alle 9:35 di una sera di novembre? Secondo me no.

Lo stesso operatore disponibile del pomeriggio mi chiamò per certificarsi dell’arrivo del fax e parlò con aria tutt’altro che disponibile, ma da sfidante quando mi disse che avevo firmato “un documento con data del 23 agosto”, per quel motivo la cifra era quella. Ma eravamo a novembre.

Io ripetevo che la mia amica aveva scaricato il modulo via computer davanti a me. Ma lui era inflessibile: “Lei non può farci causa avendo firmato un documento con data di agosto”.

Andai su tutte le furie dall’amica. Lei disse che avremo risolto tutto, che c’era una soluzione.

La soluzione era attingere da un fondo che hanno loro per questi casi. Non annullare il riscatto. Lei disse che altrimenti se ne sarebbe andata lei dalla banca, perchè come potevano dire così dopo che lei aveva stampato il documento davanti al cliente, cioè, me?

Passano i giorni e vedo l’accredito sul mio conto del circa € 6.000,00 per ogni una delle polizze (per le quali avevo firmato il modulo di riscatto per € 9.000,00 ciascuna). L’”amica” disse che ci voleva qualche giorno per acceddere al fondo, e che mi avrebbe fatto avere la differenza. Prima a fine novembre, poi a inizio dicembre, poi a metà dicembre. In una delle mie telefonate fatte per sollecitarlo, mi disse che aveva fatto questo sforzo di chiedere di acceddere al fondo perchè ero io, che tutti i clienti che agiscono legalmente contro la banca ne escono perdenti.

A fine dicembre mi ha accreditato sul conto € 6.000,00 (€ 400,00 in meno del totale) provenienti dal conto del suo compagno.

Non ci siamo più sentite. Mi ha fatto molto male il suo modo di agire. E sono disgustata dalla banca. Purtroppo ho ancora la differenza di questi due prodotti che scadono nel 2016 (quelli consigliati da lei – altrimenti avrei potuto riscattare tutto senza problemi). O decido di riscuotere e perdere tanti altri soldi (e lasciarli a questa banca che non se li merita affatto).

Esiste un’altra esperienza parallella di mio marito: anni fa iniziò una polizza con un’altra banca. Anche in questo caso lettera per avvertire che il controvalore si era ridotto di molto. Risultato: dei € 24.000,00 versati in tanti anni, riscatto di € 13.600,00 con il commento dell’attuale direttore che lui non avrebbe mai consigliato un prodotto così a nessuno.

Bene, ecco perchè voglio fare da me. So che posso perdere, e non nascondo che questo mi spaventa. Ma almeno so i passi che faccio.

Bilanciare guadagni e perdite

Inazioni, comprare azioni, finanza da se, giocare in borsa, investimenti, investimenti banche, scalping, stop loss su aprile 21, 2009 a 8:40 pm

Bene, ieri ho provato la bellissima sensazione di guadagnare con la Borsa.

€ 210,00.Non è una fortuna, ma ho gioito veramente. Circa il 13% di guadagno. (Non posso fare a meno di pensare che se il mio capitale fosse 10x più grande, ilmio guadagno sarebbe di € 2.100,00 e così via…).

E ho capito che non devo usare lo stop losso così fiscalmente. Ho riacquistato Fiat che ha seguito un trend al ribasso per poi risalire. Bene, non ho fatto in tempo a correggere lo stop lossche la banca le aveva già venduto automaticamente. Ho perso circa € 65,00.

Ho comprato altre azioni e oggi, martedì, è successa la stessa cosa. Lo stop loss non sempre è positivo come scelta. Se posso tenere le posizioni sotto controllo non devo inserirlo, perchè posso valutare caso per caso (come avrei fatto con le Fiat il giorno prima e non le avrei vendute a quel prezzo). Ho perso altri€ 70,00. Risultato: guadagno € 70,00 ca.

Ho tenuto le Unicredit, anche se mi hanno fatto soffrire oggi…sono scese a – 11,5% da quando le ho acquistate. Ho un pò di Unipol e poi leggendo le news ho acquistato anche Alleanza e Cattolica, che, per fortuna, sono in positivo.

In uno dei libri che ho letto c’era la raccomandazione di fare dei progetti, fare dei piani, non investire a caso. E oggi ho cominciato a sentire la necessità di avere, direi più di un piano, una strategia personale. Mi spiego: ho acquistato Alleanza e Cattolica. Sono salite anche del 6% – forse dovrei vendere quando salgono. Invece ho aspettato e ora spero che domani continuino a salire, perchè dopo una bella alzata nell’after hours sono scese un pò (sempre in verde comunque).

Fiat

InUncategorized su aprile 17, 2009 a 8:37 pm

Oggi ho provato quel piacere che credo sia la linfa che alimenta tutti i trader, grossi o piccoli che siano, professionisti o semplici principianti come me.

Le azioni Fiat hanno incominciato a salire e sono arrivate al 10%! Ero estasiata. Ma cercavo di tenermi con i piedi per terra. Insomma, visto il mio investimento, sono arrivata ad un utile (potenziale) di € 160,00! Dico potenziale perchè non le ho ancora vendute.

Poi sono calate ed ero dispiaciuta. Sì, lo so, una delle caratteristiche fondamentali per essere un buon trader è il controllo emotivo. Ma sto imparando. Sono calate e dopo la chiusura della Borsa sono risalite, anche se non hanno toccato lo stesso percentuale. Ho cercato di chiamare la banca per sapere se potevo vendere nell’after hour, ma non c’era più il servizio con l’operatore. Non volevo rischiare di vendere ad un buon prezzo credendo fosse immediato per poi trovarmi a vedere l’oprazione compiuta lunedì mattina, con chissà quale valore.

Poi ho pensato: ma le voglio vendere? Un’altra cosa che devo imparare è a fare dei piani e rispettarli. Ancora sto imparando e non ho le idee molto chiare a riguardo.

Prima ho pensato di raggiungere i € 100,00 e vendere. E poi riacquistare e iniziare un’altra operazione. Questa era l’idea originale. Ma allo stesso momento penso se non è il caso di aspettare, riguardo Fiat, perchè l’accordo con Chrysler è quasi certo e credo il titolo salirà ancora.

Ho iniziato a leggere un’altro libro. Parla delle strategie dei cinque migliori traders di tutti i tempi. Sono ancora alla prima parte che parla di Jesse Livermore. Una delle cose che lui ha sostenuto è che bisogna avere pazienza. Di non entrare nel mercato delle azioni con l’idea di guadagnare molto subito. E così sto pensando di tenere le azioni Fiat per un pò.

Ho appena controllato, sono a € 100,60. Vediamo lunedì….

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